June 5, 2008

Obamarom

Quell'anno le primarie per la Presidenza della New-Repubblica furono le piu' intense che la storia italiana conobbe dalla sua fondazione nel lontano dopo guerra. I due partiti maggiori schierarono i loro migliori candidati, e su questo erano d'accordo bene o male tutti gli esponenti della societa' civile, dai sette sindacati dei lavoratori interinali, alle cinque associazioni della media e alta borghesia, passando per le innumerevoli fondazioni cattoliche e le comunita' autonome siciliana, partenopea, lombardo-ligure e altoatesina.

Quello che era pero' sulla bocca di tutti, e che piu' generava attenzione se non sgomento, era ovviamente la finalissima tra i candidati new-democratics. Era una prima assoluta nella storia del partito e del paese: M.me Eva Graziosi si sfidava fino all'ultimo voto con M. Wesh Hatseygow. Lei signora di mezza eta', scaltrissima e con esperienza pluridecennale nella vita politica nazionale. Lui di sangue Rom, piu' giovane ed inesperto, proveniente da una famiglia meticcia che si era infiltrata generazioni prima nel territorio della alta Badia, e che lavorando onestamente aveva iniziato un ottimo buisness che aveva portato gli eredi nelle generazioni a godere di ottima reputazione. Entrambi fieri cattolici-vaticanisti, potevano vantare valori di compassione e rendimento ad altissimi livelli.

Le donne italiane erano fiere di aver la possibilita' di essere rappresentate finalmente da una di loro. D'altra parte la minoranza rumorosa dei Rom nelle periferie di tutt'Italia a fatica conteneva l'entusiasmo nel vedere uno di loro a tale livello, dimenticando comprensibilmente il sangue in realta' misto che correva nelle vene del Hatseygow. Il cambiamento che entrambi promettevano nella lunga e spietata campagna elettorale, sembrava a un passo. Fine della guerra in Albania e ritiro delle truppe; assistenza medica per tutti i cittadini legali e tatuati, oltre i limiti delle fascie di eta' (18-34) fino ad allora imposti; incremento del 2% sul salario degli insegnanti con esperienza tra i 23 e 24 anni; scoraggiamento del precariato con aumento delle aliquote aziendali per i lavoratori del sociale in talune categorie di sostegno a bambini con problemi psichici; ampliamento del periodo abortivo legale dalle attuali 2 a 3 settimane dopo il concepimento, dopo una lunga trattativa con la chiesa, che comunque non diede il suo appoggio per terapie estrattive violente ma solo per radioterapie esterne, piu' pericolose per la madre.

Alla fine il Hatseygow vinse le primarie di misura grazie a una serie di comuni che lo appoggiarono in stragrande maggioranza e all'intelligente sistema elettorale interno. La Graziosi vide il suo sogno, come quello di molte donne in tutta Italia, infranto dopo una lunga battaglia, quando il lodigiano diede sostegno incondizionato e massiccio al candidato Rom. Le feste gipsy si espansero in tutto il territorio nazionale e durarono settimane. Nessuno osava immaginare cosa sarebbe successo se il candidato avesse poi davvero ottenuto la presidenza nel successivo autunno.

Quella sera vittoriosa, comunque, il Hatseygow parlo' dalla sede elettorale di Ostia in maniera da unire nuovamente il partito. E diede esempio della sua fine retorica, del suo spirito copassionevole e della sua lungimiranza. "Oggi - inizio' cosi' il discorso innanzi al suo partito - e' un giorno storico per il nostro paese. Quest'oggi verra' ricordato come l'inizio del cambiamento italiano e probabilmente anche mondiale. Credo che per sempre ricorderemo che oggi per la prima volta un candidato Rom vinse sfidando un candidato donna in Italia. Sono fiero di essere qui davanti a voi oggi, in questo splendido 20 febbraio 2147 ..."

June 2, 2008

Combattere il destino con archi di legno

Un piccolo biplano plana veloce sulla foresta amazzonica; dentro sguardi attenti a monitor di bordo collegati a camere a infrarossi cercano segnali di movimento e calore tra le fronde. Il GPS indica sulla mappa digitalizzata luoghi mai esplorati prima, la rete satellitare aiuta i ricercatori nella loro impresa. I cilindri dell'aereo rombano lasciando dietro una scia di gas di scarico calda e grigia, quando qualcosa viene segnalato dagli strumenti e sensori dell'apparecchio. Una CCD reflex viene immediatamente puntata all'esterno dell'abitacolo seguendo le coordinate impartite dal software di bordo. Immagini ad alta risoluzione immortalano finalmente quello che si sperava. Una tribu' mai avvistata prima, un villaggio primitivo nel cuore dell'Amazzonia. Dalle immagini si ricavano preziose informazioni, uomini dipinti di rosso, donne dipinte di nero, poche abitazioni dal tetto di foglie, un'organizzazione sociale preistorica. Tutti appaiono spaventati da quell'arrivo dal cielo, i guerrieri puntano comunque in alto i loro archi di legno in un futile e patetico tentativo di arrestare ancora per un po' il tempo.

Un acceso e lungo dibattito scaturi' nella societa' civile all'apparire nei mezzi di comunicazione di quelle immagini. Come comportarsi di fronte all'avanzare del progresso, alla minaccia di scomparsa per quel piccolo popolo scampato alle soglie del 2010 all'avvento della civilta' moderna? Quali misure adottare? Preservare in un limbo fatto di liane e animali selvatici, oppure non frenare l'inevitabile, la natura delle cose, l'avanzare della civilta'?

Si decise infine di non perturbare, con azioni o ingerenze, la vita di quegli esseri. Antropologi e scienziati monitorarono la loro evoluzione per generazioni, da stazioni satellitari remote. Avendo ristretto al minimo l'accesso alla zona, nessun altro contatto ci fu tra le due civilta', se non tramite strumenti invisibili. I sensori registravano ed analizzavano in automatico quanto accadeva nella tribu', che intanto s'espandeva ed evolveva in nuove generazioni. Il tutto veniva paragonato automaticamente a modelli analitici, la cui esattezza era continuamente aggiornata dai software.

Una transizione critica nella societa' di quel popolo venne registarata attorno al 2146, quando la popolazione era cresciuta di un fattore 300. Dopo aver implementato l'invenzione della metallurgia, e aver sostituito il legno delle freccie con archi in metallo e simil-sciabole molto piu' potenti, una guerra tra due diverse fazioni scaturi' per il controllo della sola miniera di metallo disponibile nella zona. La guerra fu di una violenza non conosciuta fino ad allora. L'uccisione massiva delle donne e dei bambini di entrambe le fazioni porto' a un periodo in cui la procreazione risulto' impossibile. L'ultimo uomo della tribu mori' il 20 febbraio 2147.

Dalla remota galassia NGCx189, in una frazione di eternita' successiva al volo amazzonico degli esploratori terrestri, da una stazione ponte di osservazione in orbita attorno a una gigante rossa, un telescopio ad accelerazione di gravitoni mosse le sue membrane silenziosamente in direzione di una lontana galassia distante molti miliardi di parsec. Lo guidava un'intelligenza di atomi di Tellurio, collegata a una rete di diffusione distribuita nello spazio interstellare nata molti universi prima. I suoi bio-sensori integrati pulsando indicavano chiaramente la presenza di energia vitale proveniente da un minuscolo e sino ad allora sconosciuto pianeta gravitante attorno a un piccolo sole. Lo zoom fu facile e indolore, le immagini ricostruite e l'informazione sparsa, oltre ogni ridicolo limite relativistico, a tutto lo spazio penta-dimensionale attorno all'osservatore. Apparve un piccolo pianeta abitato da un popolo primitivo, ai primissimi stadi dell'evoluzione mentale, sul filo del rasoio tra la sua stessa continuita' o l'estinzione.

Un acceso dibattito venne risolto nell'arco di pochi attosecondi attraverso la comunita' scientifica ed artistica della galassia. Si sarebbe studiata l'evoluzione di quel piccolo popolo per testare la validita' dei loro modelli bio-evolutivi di sistemi organici, non troppo conosciuti. Dati veloci da acquisire, ma non facilmente disponibili, a causa dell'intriseca instabilita' nei sistemi cognitivi fondati sul carbonio, dovuta al loro elevato accoppiamento strutturale tra emotivita' ed azione.

Nell'anno 2145 di quel popolo, una transizione sociale critica venne registrata dai biosensori. Fazioni diverse, con distinzione apparentemente solo geografica, iniziarono una lotta per il controllo delle primitive risorse energetiche, che diventavano insufficienti per i bisogni della popolazione. Stranamente non tanto la popolazione, quanto il suo bisogno energetico era cresciuto sovra-esponenzialmente negli ultimi 200 anni locali. La guerra conobbe picchi di violenza che erano comunque stati facilmente previsti dai modelli a seguito degli accadimenti degli ultimi secoli. L'utilizzo di una nuova arma basata sull'annullamento dei quark in tessuti organici, sviluppata contemporaneamente dalla comunita' scientifica delle due piu' grandi fazioni, porto' a una riduzione drastica della popolazione totale. Segui' un breve periodo di declino in cui la lontanza geografica dei pochi superstiti, congiunta con la loro incapacita' a sopravvivere senza i mezzi tecnici a loro contemporanei, portarono a breve alla scomparsa di quella civilta' sull'intero pianeta. Era il loro 20 febbraio 2147.

Typing code in html

When I need to write a code in this blog in html, it's often a pain because the characters "&", ">" and "<" in the code are recognized as html commands. Command sed can help, substituting those characters with their html standards:

sed -e 's/\&/\&#38;/g' -e 's/</\&#60;/g' -e 's/>/\&gt;/g' < OriginalScript.sh > New.sh.html

Than just add around the script the fields <code> </code> and <pre> </pre>

Blast results made easier

#! /bin/bash

#version 0.0...1 !! ..not elegant but works..

#   Blast results made easier.
#   This script extracts the information contained in the .htm page output
#   of Blast (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/blast), writing a simpler table
#   in html format, that you can for example load on a spreadsheet
#   (openoffice or excel - if you really want it).
#
#   Usage :
#                ./blast2table INPUT OUTPUT
#   where:
#       INPUT = input file,
#           that must be the .htm saved blast webpage with the results
#       OUTPUT = output file where the table will be saved, in html format.
#           It will have automatically the .html extension
#
#
# Note if this is the FIRST TIME time you use this !
# you need to convert this file into an executable file before running it,
# So the first thing to do is to type:
#
# chmod u+x blast2table.sh
#
# --------------------------------------------------------------------------
# 1001miglia.blogspot.com
# ![[use modify distribute cite]]!



# numero di righe dove compare Accession
grep -n Accession $1 | cut -d: -f1 > grep.1

# numero di samples nella pagina html
ntot=$(grep -n Query= $1 | awk 'END {print NR}')

# nomi dei samples, campo dopo Query= , scritto in file grep.2
awk '/Query=/{print $2}' $1 > grep.2

# trova il campo relativo a Length= e lo manda al file grep.3
grep -A1 Query= $1 | grep Length= | cut -d= -f2 > grep.3

# righe (+2) dove finiscono i titoli di ogni sample (Links), al file grep.4
grep -n Links $1  | cut -d: -f1 > grep.4

# crea il file aaa.tmp.1 e inserisce la prima linea per la tabella html
echo \<table\> > aaa.tmp.1

# riga della prima ripetizione di Accession nel file html :
n1=$(awk 'NR==1' grep.1)

# riga prima ripetizione Links
n1a=$(awk 'NR==1' grep.4)

# taglia via il file html prima della riga n1 e dopo n1a, mette in aaa.tmp.1.
# ci sono i titoli da Accession a Links piu' quelli aggiunti da me Query Length
awk 'NR>='$n1' && (NR<='$n1a'+2)' $1 >> aaa.tmp.1
sed 's/<table>/& <th>Query<\/th><th>Length<\/th>/' <aaa.tmp.1 > aaa.tmp.1a
mv aaa.tmp.1a aaa.tmp.1

# file originale tagliato dopo i primi titoli :
#awk 'NR>'$n1a'' $1 > aaa.tmp.2

  for i in $(seq 1 $ntot)
  do

      #num riga con i-esima ripetizione di Links
      n6=$(awk 'NR=='$i'' grep.4)

      # taglia via dal file html prima di n6
      awk 'NR>'$n6'+2' $1 > aaa.tmp.2

      # num di linea aaa.tmp.2 finisce la prima tabella da cui prendere valori :
      n2=$(grep -n -m1 \</table\>\</div\> aaa.tmp.2 | cut -d: -f1)

      # taglia via aaa.tmp.2 dopo la riga n2
      awk 'NR<'$n2'' aaa.tmp.2 > aaa.tmp.3

      # nome del sample i-esimo:
      n3=$(awk 'NR=='$i'' grep.2)

      echo "Found sample number "$i" , named "$n3

      # length del sample i-esimo :
      n4=$(awk 'NR=='$i'' grep.3)

      # agiunge le righe di query e length :
      sed 's/<td class="l">/<td>'$n3'<\/td><td>'$n4'<\/td>&/' <aaa.tmp.3 >> aaa.tmp.1

  done

# finisce la tabella html
echo \</table\> >> aaa.tmp.1

# output file :
mv aaa.tmp.1 $2.html

rm aaa* grep*

Italia 5 - Spagna 1

I morti ammazzati dalla mafia, secondo wikipedia, sono piu' di 5000, anche se il numero non penso sia ufficiale. Ma se si aggiungono le vittime della camorra e quelle della 'ndrangheta, di certo il conto e' di parecchie migliaia, sicuro di piu' di 5 mila.

I morti uccisi da ETA in Spagna, secondo questo sito sono quasi mille.

Ora dico qualcosa di certamente non quantificabile, e quindi suscettibile di tutte le critiche del mondo, ma la mia sensazione e' che la stanchezza, il disgusto, il rigetto per queste morti nella societa' spagnola di oggi sia enormemente piu' forte di quello che c'e' in Italia verso la mafia. Anche considerando il distacco tra i morti ammazzati. Gli spagnoli parlano di ETA mediamente come di una banda di bastardi assassini a cui augurano tutto il peggio la giustizia civile e la vendetta personale possa riversargli addosso. Basta vedere i commenti agli articoli su ElPais dopo un loro assassinio, o dopo la cattura di qualche loro membro, in cui i lettori mostrano il loro disgusto, a volte anche andando al di la del segno. Ho conosciuto parecchi spagnoli, anche dai Paesi Baschi, e tutti parlano di ETA come di un cancro della loro societa'. Anche i Baschi che credono in una loro legittima richiesta di autonomia. La violenza di ETA l'ha separata, questa e' la mia sensazione, dalla gente ormai in maniera netta. Possono andare avanti solo con la paura che disseminano, ma la cosa non li portera' lontano, non puo' durare a lungo. Mi sbilancio e dico che tra poco ETA scomparira'.

Io sto imparando, e il popolo italiano dovrebbe farlo globalmente, dagli spagnoli cose che non sono ne' di destra ne' di sinistra: primo, almeno, il disgusto per la violenza omicida contro gli innocenti. E quanti innocenti ha ucciso la mafia. Secondo, da quel disgusto andare giu' alle radici di quel sistema di vita fatto poi buisness sanguinario: il nostro essere inclini alle piccole e grandi illegalita' quotidiane, a tutte le dinamiche dell'arricchimento personale immediato a discapito di altri. Questo modo di ragionare e vivere, una volta elevato a sistema, porta pochissimi a guadagnarci per poco tempo, e tutti a perderci alla fine. Questa e' la mentalita' dove poi il sistema mafia attecchisce. Bisogna cambiare la composizione del terreno per uccidere la pianta infestante.

May 27, 2008

La nostra vera malattia

Claudio Magris sul Corriere ha detto meglio di me quello che volevo dire. Non mi capita spesso di essere d'accordo con il Corriere..

La nostra vera malattia
[...] I rom e altri immigrati sembrano oggi la minaccia maggiore alla nostra sicurezza. «Cieca bugia, distrazione di massa dalla realtà complessiva », ha scritto Mariapia Bonanate sul Nostro Tempo. Credo che i commercianti e gli industriali taglieggiati dalla camorra o dalla mafia scambierebbero volentieri il danno, l'intimidazione — non di rado la morte — che sono costretti a subire con i fastidi di chi abita non lontano da un campo di nomadi. Come ha scritto Riccardo Chiaberge su Il Sole 24 Ore, non si sono viste squadre di cittadini indignati scagliarsi contro quartieri della camorra e non ho sentito parlare di ronde pronte a proteggere gli esercenti dai malavitosi che vengono a riscuotere il pizzo. Certo, è più rischioso affrontare i guappi che i vu cumprà e qualcuno ci rimetterebbe la pelle, ma ciò non dovrebbe scoraggiare chi vanta i propri attributi virili e trecentomila fucili. La mafia e oggi ancor più la camorra — grazie al possente libro di Roberto Saviano — sono certo intensamente presenti all'opinione pubblica: libri, film, articoli, servizi televisivi, dibattiti. Ma non scuotono veramente l'opinione pubblica; non destano — diversamente dagli extracomunitari — alcun furore, alcuna paura nei cittadini. Sono quasi letteratura, una tragedia esorcizzata dalla sua rappresentazione, dopo la quale si va tranquillamente a casa — tranne chi è minacciato o colpito dalla morte. Come quel mio conoscente, siamo più vigili dinanzi a una tosse fastidiosa che ad un cancro. Il cancro si avverte meno, forse perché ha già occupato gran parte del corpo, si è infiltrato negli organi e nei sensi che sta distruggendo, sicché, almeno sino ad un certo momento del suo lavorìo, è difficile percepirlo, così come non si vede il proprio sguardo. Un impero del crimine i cui profitti sono quelli di una potenza economica mondiale e le cui vittime sono numerose come quelle di una guerra è un cancro infiltrante, che si immedesima con una parte sempre più grande della realtà. È giusto, è doveroso curare severamente scippi, furti, aggressioni, molestie, ogni illegalità anche piccola, ma sapendo quale sia la nostra vera malattia mortale.

May 19, 2008

Elezioni e pensieri sparsi

I difetti piu' simili ai tuoi sono i piu' odiosi. Questo e' tutto quello che sono riuscito a coagulare dopo un po' di tempo in cui il mio cervello ha girato e rigirato attorno agli ultimi fatti politici del nostro povero paese, e poi un po' piu' in generale a cosa c'e' che non mi piace del posto in cui non vivo piu' da un po' ormai, ma da cui non riesco a staccarmi definitivamente (e non lo faro' a breve). L'italianita' e' qualcosa che io, come credo tutti gli italiani, riconosciamo da lontano. Difficile definirla, ma facile riconoscerla. Chissa' se ci riesco a dirne qualcosa di non troppo banale. Il fatto e' che il prodotto di tale cultura piena di difetti e atrocita' ora e' fatto esempio e, tra l'altro, primo ministro. Almeno cosi' e' come la vedo io, e come la vedono le persone che mi piacciono in giro per il mondo. Quei difetti sono nel mio dna, li vedo la mattina allo specchio, e vederli al telegiornale in diretta da Montecitorio mi provoca un senso tra l'orticaria e la psoriasi. Al confronto vedere Bush che parla di armi di distruzione di massa quasi mi da' sollievo. Penso: viene dal Texas, cos'altro puo' avere in testa? Ma a vedere Calderoli non posso che pensare: 'zzo, viene da pochi Km da dove sono nato e vissuto! Come posso salvarmi?

La nostra cultura italiota, non dimentichiamolo, e' la principale esportatrice di mafia. Forse ormai i vari Jonny e AlCapone sono stati soppiantati da russi e cinesi, ma questo non toglie il nostro primissimo ruolo nell'invenzione e divulgazione di quel modo di vivere e concepire la societa'. Quindi il discorso e' globalmente importante, perche' tocca una vera e propria malattia del nostro pianeta, di cui noi italiani abbiamo grandissima responsabilita'. Non ho le conoscenze per andare a vedere le radici storiche della mafia; mi limito solo a vedere quello che c'e' oggi, qualcosa comune a tutti noi italiani, paragonandolo a quello che vedo fuori in persone che non sono cresciute in quell'ambiente.

Inutile pensare qualcosa come "ogni paese e' imperfetto": e' un concetto tanto vero quanto inutile. Fermarsi e non analizzare e risolvere problemi solo perche' altri ne esistono o verranno fuori, e' contrario al progresso, che dovrebbe essere definito non solo in economia come l'idolo "crescita" che ovunque si venera, ma anche in altri ambiti piu', direi, umanistici. Quindi.

Cosa abbiamo noi italiani che ci rende tanto pizza mandolino e mafia? Perche' io odio, quando lo riconosco, e lo riconosco ormai in un millisecondo, un italiano che, semplificando, potrei definire come il leghista medio? Quali valori o disvalori porta con se' il leghista medio che mi stanno tanto in odio? Cosa c'e' che non va in 'sto povero paese? E' proprio vero che c'e' qualcosa che non va?

Bhe', al'ultima domanda la risposta e' un sonoro si, indubbiamente. Probabilmente anche il leghista di cui sopra sarebbe d'accordo, certo non sulle cause, con me. Quello che so e' che il problema e' giu' alla radice, e su' appollaiata su di un ramo c'e' la mafia, e su un altro appresso c'e' il risultato di queste elezioni. Cosa c'e' giu' alle radici, chissa' se riesco a trovarlo.

C'e' sicuramente una scala di valori sballati e sbagliati, almeno rispetto a quelli che io penso siano quelli piu' giusti, e come me molti milioni di abitanti di altri paesi piu' evoluti del nostro. Ecco si, penso che ci sia di mezzo l'evoluzione, e l'evoluzione della civilta', che dovrebbe seguire a ruota. Noi siamo indietro rispetto ad altri, questo e' quello che viene dalla mia esperienza. E' solo un dato di fatto che constato tristemente. La nostra gloriosa storia antica e risorgimentale ha rallentato la sua spinta, lasciando un paese che culturalmente e' ormai arretrato. Basta vedere come parlano di noi altri paesi vicini e lontani.

Certo e' avanti rispetto ad altri, per esempio i neri sud africani (proprio li, si, dove c'erano i bianchi cattivissimi e schiavisti) che ammazzano a decine i neri immigrati dal vicino Zimbawe infestato dalla dittatura, certo non brillano per altezza di civilta'. Ma da noi cosa sta succedendo nei campi Rom di provincia? L'anima sporca di quei moti di popolo contro popolo non e' molto simile? Il debole della scala sociale che viene elevato a capro espiatorio, usando come motivi quelli della sicurezza che fa leva sulla pancia. Il problema non sono i Rom in Italia, siamo tutti con la vista appannata. La legalita' e' il problema, e la legalita' non vede razze, religioni, colore della pelle. La legge, diavolo, deve essere uguale per tutti. Dall'alto della scala fino all'ultimo gradino. E la pena, certa. Per tutti, e sopratutto, direi, per quelli che stanno in alto, vicino alle leve del potere e che tanto influenzano la cultura, non solo per quelli che cercano di rubare i bambini.

I valori sballati, mi viene da dire cosi' di getto, sono quelli che mettono l'individuo al posto della collettivita'. Cioe' individualismo. Ma sbaglio: i paesi anglosassoni sono basati sull'individualismo, e io li considero piu' civilizzati del nostro. Si, anche con l'Iraq invaso come sta oggi. In qualche maniera sto parlando della gente e del popolo bue, non delle decisioni del governo che poi loro eleggono. Quello e' un livello piu' in alto, senza dubbio interessante, ma c'e' un salto netto, anche se legami strettissimi, tra la politica del ceto politico e la vita e cultura della gente. Ricordiamoci che alla prima elezione Bush perse numericamente le elezioni (di un milione di voti), ma le vinse grazie al parente in Florida e a un sistema di voto che non e' poi tanto democratico. Comunque sia. Che dopo Aznar venne Zapatero. La riuscita di una singola elezione in democrazia e' solo in parte specchio della societa', ci sono altri fattori che sporcano nell'immediato la relazione popolo-governo (sistemi di voto, parenti in Florida, bombe dell'Eta, ah no, di Alquaeda, fatti di cronaca etc).

Quindi non individualismo italiano, ma puro e semplice egoismo cieco, ecco cos'e'. Il singolo e' tanto nella merda, mediamente, che se ne sbatte delle ripercussioni delle sue azioni su quelli che gli stanno intorno. Ovviamente l'italiano cosi' non si rende conto che crea un circolo vizioso che aumenta la merda in cui si trova, solo in tempi piu' lunghi, dopo aver gioito dell'immediatezza dello sgamo che e' riuscito a mettere in pratica. Quanti esempi possiamo tutti noi tirare fuori, decine al giorno quasi. Saltare le code, fregare l'assicurazione, non pagare le tasse, superare la fila nella corsia di emergenza, passare col rosso, non rispettare mai i limiti di velocita', cercare l'amico dell'amico per risolvere un problema, quindi le raccomandazioni, e poco piu' in alto la corruzione e la concussione, e quindi l'appartenere a classi con potere, piu' o meno legittimo, per adoperarlo a proprio vantaggio, segue il raket, quindi essere il potente di turno, a cui la gente si riferisce come al santo, diventare finalmente l'amico dell'amico che sta al ministero, il cugino dell'amica chirurgo, la zia che lavora alle poste, come faccio a velocizzare la procedura? ma tu non conosci nessuno? Legarsi al clan locale fin da bambino per conoscere le persone giuste e prendere peso nella societa'.

Se cerchi l'amico dell'amico per risolvere il problema, allora e' ovvio che poi tutti, a partire dai piccoli, vogliono diventare quell'amico dell'amico. Se cerchi l'amico dell'amico, lui prende peso, potere, diventa un valore. Mentre e' lui il problema che ti relega nella merda in cui ti trovi. E' lui il solo a guadagnarci a lungo termine. Lo sgamo italiano si auto alimenta, nella merda si sta e per uscirne anche solo un minuto si e' pronti ad aggiungerne un pelo di piu' a tutti quelli che stanno intorno. Il fatto e' che facendolo tutti, solo gli amici degli amici riescono a tirare su la testa dal liquame e respirare un po', finche' qualcuno non li fa fuori, perche' quelli sono posti ambitissimi. E tutti gli altri giu', a cercare di respirare un minuto al mese.

Insomma, dal saltare una fila alla bomba di Capaci c'e' un filo conduttore che porta, dal basso verso l'alto, la linfa vitale a un virus che intacca l'essere umano come essere sociale. Soluzioni? Potremmo dire tutti allo stesso momento qualcosa come: ok, pronti? basta!. Perche' se smettiamo tutti allo stesso momento allora e' fatta. Mentre se uno alla volta cerchiamo di cambiare il sistema, allora semplicemente avremo, uno alla volta, begli esempi da raccontare, piccoli grandi santi o eroi che si sono immolati per lo Stato. E qualcuno, piu' o meno velatamente, pensera' "che fessi".

Quindi problema di difficile soluzione, quello di cambiare una dinamica globale dal basso. La singola pecora ha vita molto piu' facile a seguire la mandria, piuttosto che con le sue sole forze e carisma a convincere tutto il circondario. Bhe, Gandi c'e' riuscito pero'. Falcone e Borsellino non ancora. E' che in India all'epoca erano in un miliardo a essere stufi di essere sottomessi. In Italia ancora non c'e' la massa critica, e le elezioni lo dimostrano col loro risultato che per questo diventa tanto disarmante visto da questo mio punto di vista. Non voti Berlusconi se hai a cuore il cambiamento morale del tuo paese. Lo voti per altre ragioni, forse anche in parte comprensibili, come credo di aver capito leggendo blog di persone che politicamente stanno dall'altra parte. Ma non certo lo voti per qualcosa di altisonante come la cultura, la civilta', l'esempio morale. Non ti interessa avere le subrette al governo, meglio che un transessuale diranno. Quello che vuoi e' sicurezza, liberalismo, poco Stato e tanta liberta' di impresa, vuoi la meritocrazia, il "farsi da solo" come un valore da promuovere, dinamicita' nella societa' come nelle imprese. Questo per citare i valori dell'altra sponda che considero "comprensibili".

Ovviamente c'e' il leghista medio e becero, che al pari dei neri del Sud Africa di questi giorni, ragiona con la pancia, diciamo per essere gentili. E che porta quei valori alla destra italiana che sono semplicemente da condannare e censurare. Tutto il razzismo, la xenofobia e la violenza di cui noi italiani mediamente siamo ben forniti, pur non ammettendolo mai ("io non sono razzista ma i Rom.."), prendono il volo grazie ai fucili di Bossi, le sparate anti mussulmane di Calderoli e la loro secessione che nessuno prendeva sul serio, e che speriamo ancora rimangano come uno spauracchio senza seguito. Speriamo.

Pero' il lato comprensibile della destra italiana, quello si che deve essere analizzato a sinistra. Chi l'ha detto che la sicurezza, io direi meglio legalita', sia valore di destra? perche' la destra incarna piu' che la sinistra i valori di meritocrazia? Siamo sicuri che il puro "farsi da solo" sia da condannare? Non bisogna qui pensare a Berlusconi, dal quale il detto viene, ma al concetto pulito e mondato dal "farsi da solo chiedendo aiuto all'amico dell'amico, per poi ovviamente restituirgli il favore". Lo spirito d'impresa del singolo che prende rischi e ce la fa a mettere su qualcosa che poi e' utile a lui e alla societa', e' encomiabile, non ha nulla di sbagliato. O no? In un blog di destra ho letto qualcosa del tipo: "la sinistra pensa che il fare soldi sia intrinsecamente immorale". E forse il tipo aveva ragione. E forse il motivo per cui questa sensazione e' condivisa a sinistra e' che fare soldi nel nostro paese e' legato immediatamente all'illegalita'. Deve non essere cosi'. Diamine, le due cose sono ben separate, per esempio da questa parte dell'oceano, nei maledetti e benedetti States.

Credo che al di la di personali antipatie, molti elettori di destra avrebbero votato a sinistra se questa avesse abbracciato alcuni valori, che valori sono, di cui ingiustamente la destra si fa portatrice unica. Per prima cosa la parola e il concetto di sicurezza dovrebbe essere trasformato in legalita' e moralita'. La questione morale di antica memoria e' cara a moltissimi cittadini che vogliono la scomparsa delle varie caste. Moralita' e legalita' a tutti i livelli, che porta in prigione il rom ladro, l'italiano nazista, il casseur anarchico, il politico corrotto, e licenzia l'impiegato comunale assenteista. Non si puo' far derivare la sinistra verso l'idea di essere lassista, cosa che e' successa. Grave errore il lassismo verso la legalita'. Ovvio che pero' questo significa anche e soprattutto rispetto dei limiti di velocita', delle code, la scomparsa dell'amico dell'amico, la zia in posta che ti dice:"mi spiace ma non posso farti passare avanti", il professore che ti dice: "anche se hai lavorato qui 5 anni devi passare il concorso lo stesso come tutti i candidati e la copia dell'esame non te la posso dare che mi licenzierebbero", il ministro che ti dice: "mi spiace la casa non te la possiamo condonare".

E poi la valorizzazione dello spirito di impresa personale ci deve essere, una volta modellata questa valorizzazione comunque al fatto che l'opera che puo' e deve arricchire chi l'ha intrapresa (altrimenti non la intraprende) deve essere diretta al bene comune, creando dei posti di lavoro, e pagando le giuste tasse. Ma sei un giovane imprenditore con delle buone idee? porte aperte e incentivi di ogni tipo. Burocrazia al mimino, acceleratore al massimo. Questa non e' e non deve essere un'idea di destra. Una volta sistemato, pero' non dimenticarti che le porte ti sono state aperte e ti si e' aiutato al fine del bene comune, quindi paga le tasse fino all'ultimo centesimo. Sono troppe? Forse hai ragione, vediamo che fare. Se le paghiamo tutti scendono. E soprattutto sta attento che i tuoi lavoratori indossino il caschetto lassu' sui pontili. Altrimenti guai. E questo si che e' di sinistra. Ma comunque quello che hai fatto e' e sara' esempio per altri, un valore comune.

Non sto parlando per conoscenza specifica dei vari programmi elettorali etc, ma solo per senso delle cose come arrivano a me. Probabilmente vale solo per il mio limitatissimo sguardo. La sinistra insomma secondo me incarna, perche' ce l'ha nelle sue origini, un modo di vedere le cose molto piu' largamente condivisibile che la destra e i suoi valori. Deve, la sinistra, non farsi rubare spazio tra i valori cari ai cittadini. Deve prendere quelle richieste e togliere lo strato da "decisioni di pancia" che invece la destra cavalca e anzi spesso amplifica pericolosamente. Razionalizzare e trasformare quelle spinte del popolo bue che portano poi la destra a rappresentare una societa' regredita, immorale e violenta. La sicurezza che diventa legalita', il liberalismo che diventa impresa personale per la crescita comune. E quindi una sana meritocrazia. E meccanismi che premino la produttivita' e castighino il fancazzismo, specialmente dove la comunita' e' il datore di lavoro e l'assenteista si annida, alle poste come in parlamento ovviamente.

Ma non ci dobbiamo dimenticare che una tale rivoluzione di valori, rispetto a quelli che oggi sono sbandierati e che portano nani e ballerine in parlamento, non ci lascia incolumi, a noi che formiamo e siamo il popolo bue. La zia alle poste e' molto utile in fin dei conti. Mi ricordero' sempre e cerchero' mai di dimenticare quel ragazzo francese che ho conosciuto, disoccupato e anche parecchio fancazzista ma simpatico, a cui chiesi perche' non prendesse il sussidio di disoccupazione (eh si, saranno pure francesi, ma qualche passetto avanti a noi lo sono). Mi disse: "Non ne ho bisogno, i miei genitori mi possono aiutare senza troppi problemi". Rimasi a bocca aperta a emanare italianita', pensando a qualche nostro miliardario (esempio vero e conosciuto direttamente) iscritto alle liste di collocamento, con i suoi beni distribuiti a prestanome vari, per non pagare le tasse. Lui gira in Porche.

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