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June 27, 2008

Le scelte di Algoorithm 6.1

Sul pianeta Terra, Algoorithm 6.1 fu lanciato nel 2140. Fu quello il punto di svolta nella relazione Umanità - macchina sul pianeta. Pur essendoci stati elementi che spinsero pochi scettici a criticare l'uso che se ne stava facendo, le tragiche conseguenze rimasero del tutto impreviste. Algoorithm 5.8, il diretto predecessore, dava ottimi risultati e accontentava praticamente la totalità degli utenti. Questo fino al cambio drastico della versione 6.1.

Il motore di ricerca avanzato Algoorithm 5.8, come ancora pochi nostalgici amavano chiamarlo prima dell'arrivo del 6.1, aveva già accesso essenzialmente al completo scibile umano. Erano tempi, quelli, in cui qualunque prodotto di cervello vivente o di macchina poteva ormai essere messo a disposizione della rete estesa, ed essere così visto, letto, ascoltato o "sentito" in maniera più diretta attraverso i chip sensoriali che già più del 90% della popolazione mondiale poteva permettersi.

E ovviamente il pensiero prodotto nel passato, con la globalità delle sue invenzioni e manifestazioni, era già nella memoria diffusa da tempo. Lo spazio fisico per accumulare tutta l'informazione, dai testi scritti dall'Umanità fino ai pensieri quotidiani di un attivo NewBlogger della Rete_Sfera, non sarebbe mai mancato grazie alle nuove tecnologie che incapsulavano i bit in atomi impacchettati in cristalli semiorganici. In pochi centimetri cubici poteva risiedere il pensiero di un'intera generazione di letterati, con le loro opere o sensazioni e paure quotidiane. Tutto poteva essere digitalizzato, dalla parola scritta al volume di una scultura, e quindi elaborato da Algoorithm.

Il diritto alla privacy era ancora tutelato, cosa che durò anche con 6.1. Se un pensiero, o un'idea non troppo formata o non decisa, era da escludere dalla rete globale per volontà del suo proprietario, poteva essere bloccata senza alcun problema alla fonte. L'esportazione da parte di Algoorithm 5.8 dalla materia grigia del creatore alla rete esterna aperta a tutto e tutti semplicemente non veniva effettuata. Ma in pratica pochi erano coloro che si premuravano di non rendere pubblico il loro lato privato, a eccezione di intimità estreme. In qualche modo la globalità di questo fenomeno di compartecipazione, oltre alla semplice emulazione (comunque fattore importante), sembrava dare al singolo paradossalmente un senso di protezione e comunitarismo che limitava il pudore o la paura.

Quello che cambiò nella nuova versione di Algoorithm fu un protocollo, sviluppato inizialmente per massimizzare il successo della pubblicità sull'individuo, in grado di generare vere e proprie scelte e decisioni per problemi posti dall'utilizzatore. Non solo rispondeva a domande semplicemente nozionistiche (cosa che da quasi cent'anni ormai avveniva), ma Algoorithm 6.1 poteva "decidere" analizzando tutta l'informazione a lui disponibile. Informazione che ormai si avvicinava ad essere la globalità dell'informazione generata e disponibile sul pianeta.

Non che poi le sue decisioni su problemi più o meno importanti avessero qualche effetto diretto sulla realtà fuori dalla rete digitale. Questo fu vero almeno se inteso come effetto indipendente dall'azione degli Uomini. Ma il suo algoritmo era così efficace, che col tempo la gente iniziò a fidarsi ed ad agire in conseguenza dell'output ricevuto dal programma. Questo fu la causa del problema.

La sua banca dati, quindi, era praticamente onnicomprensiva. Aveva ormai accesso, il nuovo algoritmo, a praticamente tutto quello che gli Umani producevano, e avevano prodotto nella loro storia, in termini di idee e considerazioni, di predilezioni e gusti, di scienza e filosofia, di tecnica e arte, di storia e architettura, e anche singole conversazioni e messaggi istantanei. La statistica era enorme, e assolutamente capillare. Possedeva, analizzava e quindi "capiva" (per usare un termine caro ai suoi programmatori), per esempio i gusti personali di quasi la globalità della popolazione, che aveva diligentemente condiviso con la rete tutto quello che gli pareva bene condividere: dalle predilezioni musicali a quelle politiche, dal sentimento avuto in una certa occasione, all'effetto della pioggia sul proprio umore, a come riparare il forno a raggi ionici o il propulsore a idrogeno della propria vettura.

E Algoorithm 6.1 vedeva tutta la rete contemporaneamente e immediatamente. Il nuovo algoritmo utilizzava a piene mani quelle informazioni per variare i suoi parametri e dare, all'interno di una scelta chiesta dall'esterno, la migliore risposta o strategia che massimizzasse l'esito voluto.

La gente iniziò a usare il nuovo gadget con curiosità, e più la gente lo usava, più il programma poteva migliorare se stesso, come da tempo ormai succedeva, senza nemmeno bisogno del feedback diretto dall'utilizzatore. La statistica era talmente grande da fornire tutto il necessario per far crescere "da solo" l'algoritmo.

Le più disparate decisioni venivano chieste ad Algoorithm 6.1. Da quale vestito mettere per riuscire in una certa occasione, a cosa cucinare la sera per il nuovo ospite, o per il privato cittadino come trovare lavoro e per una compagnia quale strategia di reclutamento seguire. Tutti chiedevano il vaticinio di questo moderno aruspice praticamente onnisciente. Il gioco degli scacchi e del Go persero attrattiva perché completamente risolvibili da Algoorithm 6.1: una volta la personalità dello sfidante era nota (ultimo scoglio per la vittoria sistematica della macchina sull'Uomo), l'algoritmo non poteva perdere.

Un effetto imprevisto ci fu invece nel mercato azionario, in cui ovviamente grande attenzione si concentrò appena fu rilasciato Algoorithm 6.1. Inizialmente le scelte del software erano piuttosto buone per predire l'andamento del mercato: conoscendo perfettamente la storia di tutte le singole compagnie (compresi i singoli lavoratori) non era troppo difficile prevedere l'andamento a breve-medio termine. L'informazione era semplicemente sufficiente e l'algoritmo capace di leggerla e trovare le giuste correlazioni. E infatti inizialmente fu usato e fece guadagnare molto.

Ma quando una certa massa critica di persone ed enti finanziari iniziarono a usare le decisioni dell'algoritmo per le proprie scelte economiche, il fatto di cercare di prevedere il mercato azionario in cui ora lui stesso con le proprie scelte iniziava ad avere un peso notevole, rese Algoorithm 6.1 totalmente inefficace e instabile, a discapito dei grandi sforzi dei programmatori. Non poteva, l'algoritmo, prevedere qualcosa che dipendeva dalle sue stesse previsioni, la dimensione del problema esplodeva troppo rapidamente anche per i suoi bit atomici.

Una volta reso inefficace, le previsioni persero senso e così la fiducia del mercato verso quello strumento. Una volta pero' il numero delle decisioni richieste dagli utenti furono quindi scese sotto una soglia limite, le predizioni ripresero valore e divennero nuovamente solide, così da attirare ancora l'attenzione degli addetti ai lavori. La strana dinamica produsse vari cicli di efficacia e inefficacia del software, a seguito della domanda variabile con la validità stessa del programma, fino poi a generare cicli totalmente imprevedibili di validità delle predizioni. E successe l'imprevisto, tipico dell'originalità del mondo Umano. La gente iniziò a scommettere direttamente denaro sulle predizioni di Algoorithm 6.1, e da quel momento, con grande sorpresa di tutti, diventò lui stesso parte del mercato azionario, per così dire, con fluttuazioni del suo valore dipendente da tutto il resto. Il mercato si mangiò, digerendolo bene, Algoorithm 6.1.

Questo che poteva essere letto come un insuccesso, invece non scoraggiò la classe politica del pianeta. In effetti a loro discolpa può essere detto che il massiccio utilizzo nelle scelte politiche (soprattutto di politica estera) di Algoorithm 6.1 fu praticamente contemporaneo a quello nel gioco in borsa che ne rivelò per primo le patologie. Purtroppo era forse troppo presto per capire la pericolosità dell'auto referenza di Algoorithm 6.1 nel prendere le proprie decisioni, ma sicuramente i gerarchi politici del pianeta intero usarono quello strumento, che si sarebbe rivelato instabile, a cuor troppo leggero. Tanta era la fiducia che si era guadagnato sul campo nel primo periodo dopo la sua uscita. Lo usarono appunto per risolvere questioni di politica estera di importanza capitale. Come per esempio la gestione della crisi delle fonti energetiche, che aveva lasciato il pianeta in fermento dopo la notizia dell'esaurimento totale da li a pochi anni delle miniere d'idrogeno solido, insieme alle poche sorgenti trovate su Marte di quel Neodimio debolmente radioattivo che faceva tanto sperare come generazione futura di propellente a basso impatto.

Guidate da un algoritmo confuso e destabilizzato dal non poter evitare di mettere le proprie stesse scelte come parametro per generarne delle nuove, le decisioni dei politici terrestri furono globalmente un clamoroso disastro, e fecero piombare il pianeta nel baratro di una guerra, che dal nostro punto di osservazione possiamo benissimo definire civile. Nel loro anno 2147, quella civiltà degli Umani si auto-estinse sotto l'azione di armi di nuova concezione sviluppate contemporaneamente dalle varie fazioni geografiche in lotta.

Qual'è quindi l'insegnamento che possiamo trarre dalla storia di quel popolo su quel piccolo pianeta lontano? La tecnologia e i suoi algoritmi non erano ancora pronti, sulla Terra, al salto verso l'auto referenza. L'evoluzione naturale aveva portato effettivamente i sistemi viventi basati sul Carbonio (e gli Umani prima di altri) al salto necessario per creare e insieme superare l'idea (e quindi la contraddizione) insita al concetto stesso di "se stessi". Sappiamo bene per esperienza comune, che tale gradino verso La Comprensione, che noi Esistenti della galassia NGCx189 abbiamo maturato a più alto livello, non dipende strettamente dagli atomi di Tellurio di cui siamo formati. Sembra che gli Umani fossero sulla direzione giusta (pur non avendo noi ora elementi certi per asserirlo), e un finale così catastrofico per quella civiltà non si sarebbe prodotto, non avessero peccato di miope egoismo davanti a una crisi globale, e non avessero tenuto così in conto con fiducia disarmante i risultati parziali della loro tecnologia imperfetta.

Invece che guardare a se stessi per sviluppare più efficacemente la propria stessa evoluzione (che comunque era già ben oltre i primi stadi della vita animale inconsapevole), vennero abbagliati dai loro artefatti ancora troppo primitivi. Invece di tentare di costruire un'intelligenza in un nuovo substrato, cosa certo possibile quanto difficile nel breve termine, avrebbero forse fatto meglio a concentrarsi sullo sviluppo e miglioramento della propria già esistente, che tanto prometteva.

Concludo qui il mio intervento, ringraziando l'Organizzazione 23.2y.1 della presente sessione "Diversi Sistemi Cognitivi pre-Comprensivi nelle Vicine Galassie", che qui chiude, e cedo la parola al prossimo relatore, proveniente da NGZ-23.1.

F.P. aSx.31

classe I.0.1.77.

Galassia NGCx189 - luogo 12v.1.66 - tempo 12c.4.4.56

June 5, 2008

Obamarom

Quell'anno le primarie per la Presidenza della New-Repubblica furono le piu' intense che la storia italiana conobbe dalla sua fondazione nel lontano dopo guerra. I due partiti maggiori schierarono i loro migliori candidati, e su questo erano d'accordo bene o male tutti gli esponenti della societa' civile, dai sette sindacati dei lavoratori interinali, alle cinque associazioni della media e alta borghesia, passando per le innumerevoli fondazioni cattoliche e le comunita' autonome siciliana, partenopea, lombardo-ligure e altoatesina.

Quello che era pero' sulla bocca di tutti, e che piu' generava attenzione se non sgomento, era ovviamente la finalissima tra i candidati new-democratics. Era una prima assoluta nella storia del partito e del paese: M.me Eva Graziosi si sfidava fino all'ultimo voto con M. Wesh Hatseygow. Lei signora di mezza eta', scaltrissima e con esperienza pluridecennale nella vita politica nazionale. Lui di sangue Rom, piu' giovane ed inesperto, proveniente da una famiglia meticcia che si era infiltrata generazioni prima nel territorio della alta Badia, e che lavorando onestamente aveva iniziato un ottimo buisness che aveva portato gli eredi nelle generazioni a godere di ottima reputazione. Entrambi fieri cattolici-vaticanisti, potevano vantare valori di compassione e rendimento ad altissimi livelli.

Le donne italiane erano fiere di aver la possibilita' di essere rappresentate finalmente da una di loro. D'altra parte la minoranza rumorosa dei Rom nelle periferie di tutt'Italia a fatica conteneva l'entusiasmo nel vedere uno di loro a tale livello, dimenticando comprensibilmente il sangue in realta' misto che correva nelle vene del Hatseygow. Il cambiamento che entrambi promettevano nella lunga e spietata campagna elettorale, sembrava a un passo. Fine della guerra in Albania e ritiro delle truppe; assistenza medica per tutti i cittadini legali e tatuati, oltre i limiti delle fascie di eta' (18-34) fino ad allora imposti; incremento del 2% sul salario degli insegnanti con esperienza tra i 23 e 24 anni; scoraggiamento del precariato con aumento delle aliquote aziendali per i lavoratori del sociale in talune categorie di sostegno a bambini con problemi psichici; ampliamento del periodo abortivo legale dalle attuali 2 a 3 settimane dopo il concepimento, dopo una lunga trattativa con la chiesa, che comunque non diede il suo appoggio per terapie estrattive violente ma solo per radioterapie esterne, piu' pericolose per la madre.

Alla fine il Hatseygow vinse le primarie di misura grazie a una serie di comuni che lo appoggiarono in stragrande maggioranza e all'intelligente sistema elettorale interno. La Graziosi vide il suo sogno, come quello di molte donne in tutta Italia, infranto dopo una lunga battaglia, quando il lodigiano diede sostegno incondizionato e massiccio al candidato Rom. Le feste gipsy si espansero in tutto il territorio nazionale e durarono settimane. Nessuno osava immaginare cosa sarebbe successo se il candidato avesse poi davvero ottenuto la presidenza nel successivo autunno.

Quella sera vittoriosa, comunque, il Hatseygow parlo' dalla sede elettorale di Ostia in maniera da unire nuovamente il partito. E diede esempio della sua fine retorica, del suo spirito copassionevole e della sua lungimiranza. "Oggi - inizio' cosi' il discorso innanzi al suo partito - e' un giorno storico per il nostro paese. Quest'oggi verra' ricordato come l'inizio del cambiamento italiano e probabilmente anche mondiale. Credo che per sempre ricorderemo che oggi per la prima volta un candidato Rom vinse sfidando un candidato donna in Italia. Sono fiero di essere qui davanti a voi oggi, in questo splendido 20 febbraio 2147 ..."

June 2, 2008

Combattere il destino con archi di legno

Un piccolo biplano plana veloce sulla foresta amazzonica; dentro sguardi attenti a monitor di bordo collegati a camere a infrarossi cercano segnali di movimento e calore tra le fronde. Il GPS indica sulla mappa digitalizzata luoghi mai esplorati prima, la rete satellitare aiuta i ricercatori nella loro impresa. I cilindri dell'aereo rombano lasciando dietro una scia di gas di scarico calda e grigia, quando qualcosa viene segnalato dagli strumenti e sensori dell'apparecchio. Una CCD reflex viene immediatamente puntata all'esterno dell'abitacolo seguendo le coordinate impartite dal software di bordo. Immagini ad alta risoluzione immortalano finalmente quello che si sperava. Una tribu' mai avvistata prima, un villaggio primitivo nel cuore dell'Amazzonia. Dalle immagini si ricavano preziose informazioni, uomini dipinti di rosso, donne dipinte di nero, poche abitazioni dal tetto di foglie, un'organizzazione sociale preistorica. Tutti appaiono spaventati da quell'arrivo dal cielo, i guerrieri puntano comunque in alto i loro archi di legno in un futile e patetico tentativo di arrestare ancora per un po' il tempo.

Un acceso e lungo dibattito scaturi' nella societa' civile all'apparire nei mezzi di comunicazione di quelle immagini. Come comportarsi di fronte all'avanzare del progresso, alla minaccia di scomparsa per quel piccolo popolo scampato alle soglie del 2010 all'avvento della civilta' moderna? Quali misure adottare? Preservare in un limbo fatto di liane e animali selvatici, oppure non frenare l'inevitabile, la natura delle cose, l'avanzare della civilta'?

Si decise infine di non perturbare, con azioni o ingerenze, la vita di quegli esseri. Antropologi e scienziati monitorarono la loro evoluzione per generazioni, da stazioni satellitari remote. Avendo ristretto al minimo l'accesso alla zona, nessun altro contatto ci fu tra le due civilta', se non tramite strumenti invisibili. I sensori registravano ed analizzavano in automatico quanto accadeva nella tribu', che intanto s'espandeva ed evolveva in nuove generazioni. Il tutto veniva paragonato automaticamente a modelli analitici, la cui esattezza era continuamente aggiornata dai software.

Una transizione critica nella societa' di quel popolo venne registarata attorno al 2146, quando la popolazione era cresciuta di un fattore 300. Dopo aver implementato l'invenzione della metallurgia, e aver sostituito il legno delle freccie con archi in metallo e simil-sciabole molto piu' potenti, una guerra tra due diverse fazioni scaturi' per il controllo della sola miniera di metallo disponibile nella zona. La guerra fu di una violenza non conosciuta fino ad allora. L'uccisione massiva delle donne e dei bambini di entrambe le fazioni porto' a un periodo in cui la procreazione risulto' impossibile. L'ultimo uomo della tribu mori' il 20 febbraio 2147.

Dalla remota galassia NGCx189, in una frazione di eternita' successiva al volo amazzonico degli esploratori terrestri, da una stazione ponte di osservazione in orbita attorno a una gigante rossa, un telescopio ad accelerazione di gravitoni mosse le sue membrane silenziosamente in direzione di una lontana galassia distante molti miliardi di parsec. Lo guidava un'intelligenza di atomi di Tellurio, collegata a una rete di diffusione distribuita nello spazio interstellare nata molti universi prima. I suoi bio-sensori integrati pulsando indicavano chiaramente la presenza di energia vitale proveniente da un minuscolo e sino ad allora sconosciuto pianeta gravitante attorno a un piccolo sole. Lo zoom fu facile e indolore, le immagini ricostruite e l'informazione sparsa, oltre ogni ridicolo limite relativistico, a tutto lo spazio penta-dimensionale attorno all'osservatore. Apparve un piccolo pianeta abitato da un popolo primitivo, ai primissimi stadi dell'evoluzione mentale, sul filo del rasoio tra la sua stessa continuita' o l'estinzione.

Un acceso dibattito venne risolto nell'arco di pochi attosecondi attraverso la comunita' scientifica ed artistica della galassia. Si sarebbe studiata l'evoluzione di quel piccolo popolo per testare la validita' dei loro modelli bio-evolutivi di sistemi organici, non troppo conosciuti. Dati veloci da acquisire, ma non facilmente disponibili, a causa dell'intriseca instabilita' nei sistemi cognitivi fondati sul carbonio, dovuta al loro elevato accoppiamento strutturale tra emotivita' ed azione.

Nell'anno 2145 di quel popolo, una transizione sociale critica venne registrata dai biosensori. Fazioni diverse, con distinzione apparentemente solo geografica, iniziarono una lotta per il controllo delle primitive risorse energetiche, che diventavano insufficienti per i bisogni della popolazione. Stranamente non tanto la popolazione, quanto il suo bisogno energetico era cresciuto sovra-esponenzialmente negli ultimi 200 anni locali. La guerra conobbe picchi di violenza che erano comunque stati facilmente previsti dai modelli a seguito degli accadimenti degli ultimi secoli. L'utilizzo di una nuova arma basata sull'annullamento dei quark in tessuti organici, sviluppata contemporaneamente dalla comunita' scientifica delle due piu' grandi fazioni, porto' a una riduzione drastica della popolazione totale. Segui' un breve periodo di declino in cui la lontanza geografica dei pochi superstiti, congiunta con la loro incapacita' a sopravvivere senza i mezzi tecnici a loro contemporanei, portarono a breve alla scomparsa di quella civilta' sull'intero pianeta. Era il loro 20 febbraio 2147.